|
Quando è indicata la radioterapia post-operatoria sulla mammella?
La radioterapia sulla mammella è indicata dopo un intervento di chirurgia conservativa,
cioè dopo l’asportazione della parte di mammella in cui è presente il nodulo tumorale (es.
nodulectomia, quadrantectomia).
L’intento della radioterapia è di sterilizzare tutta la mammella residua, in particolare il
letto tumorale (dove cioè era presente la lesione tumorale) in modo da ridurre il rischio di
ricadute locali.
Quali modalità tecniche sono disponibili?
Trattamento standard
Consiste nell’irradiazione dell’intera mammella associata ad un eventuale sovra-dose
successiva sulla zona del letto operatorio. Il trattamento viene effettuato dilazionando la dose di
radiazioni in 5 o 6 settimane (25 o 30 sedute quotidiane)
Ipofrazionamento accelerato
Consiste nell’irradiazione dell’intera mammella associata ad un eventuale sovra-dose
concomitante sulla zona del letto operatorio. Il trattamento viene effettuato dilazionando la dose
di radiazioni in 3 settimane (15 sedute quotidiane).
Tale schema è effettuato con la tecnica RapidArc o VMAT, con cui è possibile irradiare
contemporaneamente due volumi diversi (mammella residua e letto tumorale), nello stesso numero di
sedute totali, accorciando notevolmente la durata del trattamento. Con tale protocollo sono attesi
gli stessi risultati del trattamento standard in termini efficacia e tollerabilità.
Irradiazione parziale della mammella (Partial breast irradiation o PBI)
Consiste nell’irradiazione della parte di mammella corrispondente alla zona del letto
operatorio. Il trattamento viene effettuato dilazionando la dose di radiazioni in 1 o 2 settimane
(5 sedute quotidiane). Tale tecnica è indicata in casi selezionati di tumore in stadio iniziale e
all’interno di protocolli di studio.
Casi critici del tumore della mammella
In particolare con la tecnica RapidArc è possibile trattare pazienti con situazioni
anatomiche critiche. Alcune condizioni rendono difficoltoso il trattamento con tecniche standard di
irradiazione della mammella in quanto possono coinvolgere in modo significativo gli organi sani
circostanti. Con la tecnica RapidArc o VMAT è invece possibile minimizzare la compromissione dei
tessuti sani vicini alla mammella da irradiare.
In pazienti con
Pectus excavatum, cioè una con una rientranza dello sterno che aumenta la concavità del
torace (mettere immagine di color wash o dose distribution).
Per l’irradiazione della
mammella bilaterale.
Per
mammelle particolarmente voluminose. |