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Obesità: quando il rimedio è chirurgico

Un'introduzione al tema e una definizione di obesità. Il trattamento dell’obesità patologica e gli interventi chirurgici.



A cura dell'Unità Operativa di Chirurgia Generale e Mini-Invasiva

Introduzione
L'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha quantizzato il paradosso alimentare del III Millennio: 300.000.000 di persone sono affette da obesità, mentre 210.000.000 milioni sono denutrite o malnutrite nel mondo occidentale. Sempre secondo l'OMS, l'obesità rappresenta uno dei primi dieci problemi di salute "globale": essa è la seconda causa di morte prevenibile dopo il fumo di sigaretta.
In Italia, il 9.7% della popolazione (ben quattro milioni di persone) è obeso senza contare che un adulto su tre è in sovrappeso (33,4%). Questa 'epidemia' è in pieno sviluppo ed ha un tasso di crescita del 25% ogni tre anni.



 

Cos'è l'obesità
L'obesità è una malattia cronica ad eziologia multifattoriale, nella quale rivestono un ruolo importante in termini di morbilità e mortalità le patologie ad essa correlate che rappresentano il vero problema: si accompagna spesso a diabete (90% dei diabetici di tipo 2 è obeso o sovrappeso), cardiopatie, arteriopatie, ipertensione arteriosa, dislipidemie, artropatie degenerative, sindrome da apnea notturna per citare solo le più comuni.
Il criterio guida per sapere se il proprio peso rientra nella norma è rappresentato dal calcolo dell'indice di massa corporea (BMI - Body Mass Index), cioè il rapporto tra il peso (espresso in Kg) ed il quadrato dell'altezza (espressa in m). Questo rappresenta il parametro più utilizzato per la diagnosi e la classificazione del grado di obesità: per essere nella norma il risultato deve essere compreso tra 18,5 e 25 kg/m2; valori tra 25 e 30 kg/m2 indicano una condizione di sovrappeso; tra 30 e 35 kg/m2 obesità di I grado, tra 35 e 40 kg/m2 obesità di II grado; infine se un paziente presenta un valore di BMI >40 kg/m2 risulta affetto da obesità di III grado detta anche obesità grave.


Altezza (in centimetri):
Peso (in chilogrammi):
BMI =


Le cause dell'obesità sono molteplici: una non corretta alimentazione, uno stile di vita sempre più sedentario, la genetica e l'ereditarietà.

 

Il trattamento dell'obesità patologica
Il trattamento dell'obesità patologica è finalizzato all'efficace e duratura riduzione del BMI (<35), con risoluzione delle patologie correlate, responsabili del drammatico incremento della morbi-mortalità; esso si basa su di un approccio integrato multidisciplinare dove diversi specialisti (internista esperto di malattie metaboliche, dietista, psicologo) collaborano al fine di consigliare un programma combinato di tipo dietetico-comportamentale mirante ad agire sullo stile di vita insegnando a mangiare in modo corretto, a fare moto ed a trovare spazi di gratificazione diversi dal cibo.

In Humanitas la sezione di Diabetologia, dell'Unità Operativa di Endocrinologia e Diabetologia coordina l'attività del gruppo di specialisti coinvolti nella gestione clinica del paziente obeso occupandosi degli aspetti medici del trattamento dell'obesità.
Se l'approccio combinato dietetico comportamentale non porta a buoni risultati, con valori di BMI che si mantengono stabilmente al di sopra di 35, si deve prendere in considerazione l'opzione chirurgica: che, nei casi di fallimento del trattamento dietetico-comportamentale rappresenta l'unica arma in grado di indurre un calo ponderale stabile e duraturo.

 

I trattamenti chirurgici
Le opzioni chirurgiche per il trattamento dell'obesità patologica sono diverse e vengono generalmente suddivise in interventi di tipo restrittivo, di tipo malassorbitivo e di tipo misto.

- Le procedure restrittive, tra le quali il più diffuso è il bendaggio gastrico, sono basate sulla riduzione della capacità gastrica e quindi sulla riduzione dell'introito calorico anche per l'insorgenza di un precoce senso di sazietà.


Il successo del bendaggio gastrico è correlato al rispetto di un regime dietetico che il paziente dovrà osservare nel post-operatorio modificando le proprie abitudini alimentari e per le quali gioca un ruolo essenziale il supporto esterno di tipo dietetico comportamentale.

- Le procedure malassorbitive si basano sulla modificazione dell'assorbimento intestinale indotto da un by-pass: il paziente mangia liberamente ma il suo intestino non assorbe più di un certo quantitativo di calorie. Questo consente una graduale perdita di peso a scapito però di una situazione di malassorbimento cronico che può rendere necessaria l'assunzione continuata di sali minerali e vitamine. Questa categoria di interventi va riservati a gradi di obesità estrema con BMI al di sopra di 50 kg/m2 o a soggetti che rifiutano gli interventi che prevedano una restrizione alimentare come appunto quelli restrittivi. Tra gli interventi malassorbitivi, uno dei più diffusi è l'intervento di diversione bilio-pancreatica, che può condizionare tuttavia importanti squilibri elettrolitici.

- Recentemente si sono molto diffuse delle procedure miste, quali il by -pass gastrico, che associa alla restrizione indotta dalla riduzione delle dimensioni del neo-stomaco un by pass intestinale di un breve tratto che non induce squilibri metabolici nel paziente. L'intervento trova generalmente applicazione nei pazienti con obesità grave o in quelli in cui un particolare situazione psicologica faccia controindicare il puro intervento restrittivo.

 

Tutte le procedure menzionate sono eseguibili con approccio videolaparoscopico e ciò ha notevolmente aumentato la richiesta di chirurgia bariatrica.

In Humanitas, nel gruppo di specialisti coinvolti nella gestione clinica del paziente obeso, i medici dell'Unità Operativa di Chirurgia Generale e Mininvasiva si occupano degli aspetti chirurgici del trattamento dell'obesità patologica. La Sezione di Chirurgia Esofago-Gastrica ne coordina l'attività clinica, ambulatoriale ed in regime di ricovero.

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