A cura dell'Unità Operativa di Chirurgia Generale e Mini-Invasiva
Il colon e il retto (il cosiddetto “grosso intestino”) rappresentano la parte terminale del
tubo digerente. Nel colon avvengono il riassorbimento dei liquidi ingeriti e la concentrazione del
residuo fecale, che viene spinto da contrazioni peristaltiche fino a consentirne l’e
vacuazione.
Il colon si divide i
n:
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colon destro, di cui si distinguono il cieco (situato in corrispondenza della parte inferiore
destra dell’addome) e il colon ascendente, che decorre verticalmente lungo il fianco destro;
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colon traverso, che attraversa la parte alta dell’addome da destra a sinistra;
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colon sinistro, composto da colon discendente e sigma, che decorrono lungo il fianco sinistro
verso il basso;
-
infine la parte terminale del canale digestivo è formata dal retto che attraversa lo scavo
pelvico.
Tutte le porzioni che compongono il “grosso intestino” possono essere sede di processi
patologici di natura benigna o tumorale.
I tumori del colon-retto sono tra i più diffusi. In 9 casi su 10 colpiscono dopo i 50 anni e
presentano un picco di incidenza tra i 60 e i 70 anni.
Tra le patologie benigne, la più frequente è quella diverticolare, per lo più a carico del
sigma e del colon discendente: ripetuti episodi di diverticolite acuta possono fare evolvere il
quadro diverticolare causando il restringimento di porzioni di colon che rendono necessario l’a
sportazione dello stesso. A volte l’intervento ha caratteristiche di urgenza a seguito di
perforazione del diverticolo con conseguente peritonite.
Le resezioni del colon prevedono l’asportazione di un segmento più o meno lungo di intestino,
a seconda della sede della lesione e della sua natura (diverticoli, tumore benigno, tumore maligno,
malattia infiammatoria localizzata o diffusa). Tuttavia i limiti della resezione sono generalmente
costanti, in quanto definiti dalla vascolarizzazione del colon stesso: legando le arterie e le vene
tributarie del tratto di colon affetto dalla patologia, è necessario asportare tutto il segmento
che rimane privo dell’apporto di sangue. Inoltre, le sezioni del colon effettuate per neoplasie
devono essere eseguite a debita distanza, lasciando un margine adeguato di tessuto sano e rimuovere
contestualmente le linfoghiandole che drenano la linfa del settore interessato. Dopo aver asportato
il segmento di colon sede della lesione, la continuità del tubo digerente viene ristabilita
suturando fra loro i due capi sezionati.
Nella cura delle patologie a carico del colon-retto una strategia chirurgica sempre più
diffusa è rappresentata dall’approccio mini-invasivo.
Oggi, infatti, l’intervento di resezione di una porzione di colon può essere eseguito per via
laparoscopica con la stessa efficacia e sicurezza della tecnica ad addome aperto. La procedura
mini-invasiva seppur complessa è oramai da considerarsi standardizzata e viene comunemente
utilizzata nei centri di riferimento che hanno acquisito una particolare esperienza in tale campo.
Attualmente si può affermare che con la chirurgia laparoscopica si ottengono gli stessi risultati
in termini di radicalità oncologica per il trattamento specifico dei tumori colo-rettali, con
vantaggi per il paziente soprattutto per il
decorso postoperatorio. E’ infatti dimostrata una più rapida ripresa delle funzioni
intestinali e quindi dell’alimentazione. Ciò si traduce in un maggior comfort per il paziente e
nella riduzione dei tempi per il ritorno alle proprie abitudini una volta a domicilio.
L’Unità Operativa di Chirurgia Generale e Mininvasiva di Humanitas ha maturato una delle più
ampie esperienze Italiane in questo settore e partecipa con i propri dati al Registro Nazionale del
Colon-Retto della Società Italiana di Chirurgia Endoscopica.